Niente iMessage Con Vodafone Rete Sicura

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Da qualche giorno, dopo aver attivato Vodafone Summer Smart 500, ho iniziato ad avere problemi di connessione a internet sul mio iPhone5.

In particolare non riuscivo a inviare e ricevere messaggi sotto iMessage, nè a scaricare e inviare posta Gmail (Exchange). Collegandomi a una qualsiasi rete Wifi il problema si risolveva istantaneamente.

Ho provato un reset delle impostazioni di rete, a spostare la sim su un altro iPhone 4s factory reset, ma il problema sotto rete Vodafone persisteva.

Girando sui forum di Vodafone Lab mi è tornato in mente che al cambio di piano era arrivato un messaggio relativo all’attivazione di Vodafone Rete Sicura.

Appena ho disattivato Rete Sicura (e ricevuto sms di conferma) attraverso 190.it tutto ha ricominciato a funzionare perfettamente.

Configurare servizi firewall, filtraggio e routing è sempre un’operazione delicata e difficile; che gli early adopters vadano incontro a questo tipo di inconvenienti è inevitabile. Probabilmente l’opt-in automatico al servizio nel momento in cui il cliente cambia piano è una mossa un po’ spericolata.


[AGGIORNAMENTO] Dal 24/7/13 l’anomalia è risolta come segnalato sul Forum di VodafoneLab.

Configurare Il Nest in Italia

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Attenzione: le operazioni descritte in questo articolo non sono più necessarie in seguito all’update software 4.0 del Nest. Vedere la sezione update in fondo al post.

Nell’articolo precedente abbiamo imparato a collegare il Nest a un tipico impianto a caldaia italiano con circuito di comando a 220V. Una volta collegato via WiFi al router ADSL di casa seguendo le istruzioni allegate al termostato, le cose funzionano egregiamente, ma ci sono un paio di dettagli che ci fanno capire come l’utilizzo al di fuori del territorio americano non rientri ancora nei piani di Tony Fadell & co.

In particolare il Nest si collega alla rete per sincronizzare il proprio orologio e scaricare le previsioni del tempo, e l’unico modo per indicare dove è installato è l’inserimento del CAP della città di residenza. Ovviamente Nest prevede solo CAP di USA e Canada, che spesso si sovrappongono a quelli italiani. Se in questo momento inserisco il CAP di Sanremo (18038) il Nest pensa di trovarsi a Danielsville in Pennsylvania e che la temperatura esterna sia di −2’C quando in realtà qui a Sanremo la temperatura è ben più mite (18’C). Considerato che Nest utilizza queste informazioni per anticipare o ritardare l’accensione della caldaia a seconda della temperatura esterna, è ovvio che il funzionamento non risulta ottimale. Inoltre tutte le funzioni di timer vengono regolate in base al fuso orario relativo al CAP inserito.

Qualcuno ha ovviato selezionando un CAP di Honolulu, che ha 12 ore di differenza dall’Europa. Questo però comporta l’inversione nel timer di orari giornalieri e notturni, ed impedisce il funzionamento dell’auto-away che spegne la caldaia quando non rileva nessuno in casa di giorno, mentre di notte è abbastanza smart da capire che se il sensore di movimento non rileva nessuno è perchè state dormendo.

Per avere il meglio dal Nest ed abilitare tutte le funzioni anche in Italia è necessario un po’ di sano hacking in modo da farlo lavorare con le informazioni corrette.

Installare Nest in Italia

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“Posso resistere a tutto, tranne che alle tentazioni”. L’aforisma di Oscar Wilde è da sempre il tormento del geek e Tony Fadell, tra gli inventori di iPod ai tempi in cui lavorava per Apple, lo sapeva bene quando si è presentato sul palco di LeWeb12 a Parigi lo scorso Dicembre a mostrare il suo Nest “The Learning Thermostat”.

Forte di un buon successo di vendite negli Stati Uniti e in Canada, dove il Nest è commercializzato dal 2011, Fadell annunciava l’intenzione di presentarsi sul mercato europeo: nessuna data di lancio prevista, solo una generica intenzione. Esiste un modo più crudele per stuzzicare la curiosità di migliaia di geeks del vecchio continente?

Da quel momento i risultati di “Nest in Europe” su Google hanno cominciato a prendere vita, sono cominciate ad apparire sulla rete accenni, domande, tentativi di installazione. Se avete ascoltato gli speciali di Digitalia registrati a LeWeb12 sapete quanto il termostato di Fadell abbia suscitato la mia curiosità, e vista la risposta degli ascoltatori alle prime considerazioni sulla possibilità di installarlo in una casa italiana, ho deciso di dare una spolverata alle mie (scarse) nozioni di elettrotecnica e cimentarmi nell’impresa.